Rocco BRUNO

musicista (saxofonista) ed autore involontario ed indipendente di una serie di libri ispirati alla trilogia dei fratelli Wachowsky di the matrix, ed attualmente ideatore e promotore del progetto Zion.

Cosa mi abbia portato a ricercare e successivamente scrivere e divulgare certe idee e’ un unico ideale di fondo e cioe’ – “che ci deve essere di piu’ di quello che vedo e mi e’ stato detto e credo esserci“, anche se tutto fondamentalmente si e’ svolto in modo del tutto involontario, secondo una linea di fortunate coincidenze che mi vedono oggi operare nel modo in cui opero. Il fattore scatenante di tutta questa opera e’ stata una sensazione di fondo che mi sono trascinato sin da adolescente, la sensazione che ci fosse qualcosa che non quadrava nel mondo che osservavo intorno a me e che ci doveva, appunto, essere altro che non mi raccontavano; o perche’ non volevano o perche’ non potevano, o forse perche’ lo ignoravano loro stessi, e mi sto riferendo proprio a quelli piu’ vicini ed allo stesso tempo agli abitanti di questo pianeta in generale.

L’idea e’ stata quella di sentire che siamo alla ricerca di una verita’ diversa da quello che ci e’ stato messo davanti agli occhi, che c’e’ qualcosa che non funziona a questo mondo e che ci sono cose che vanno sotto un strato apparente di normalita’, ma che normale non e’. E’ come se normalizzando tutto e rendendo tutto cosi’ semplice e facile da intendere e realizzare da far diventare quasi inutile farsi domande, soprattutto certe domande: quelle piu’ scomode, quelle che dovrebbero farci ragionare sulla nostra esistenza e sul suo scopo. Perche’ nasciamo e viviamo?

E’ diventato praticamente inutile domandarselo. E’ normale! E’ facile da capire: nasci, studi, lavori, compri una casa, fai una famiglia, e di quando in quando ti diverti un po’. Quando guardo questo mondo, questa realta’, questa civilta’, a volte ho la sensazione che le persone si tengano impegnate in qualcosa che non li faccia pensare in attesa del giorno in cui moriranno. Le persone raramente si fermano a ragionare sul perche’ esistono, sul – “cosa ci stanno a fare al mondo”. Che cos’e’ un essere umano? Perche’ esiste? Cosa significa esistere? Per i piu’ tutte queste domande fanno sorridere, purtroppo o per fortuna dipende dai punti di vista, per me sono sempre state un gran bel chiodo fisso a volte anche da non dormirci la notte. D’altronde a che vale vivere se non sai nemmeno perche’ lo stai facendo. Come dice il personaggio di Smith:

“Pensa veramente di lottare per qualcosa a parte la sua sopravvivenza? Sa dirmi di che si tratta, ammesso che ne abbia coscienza? e’ la liberta’? e’ la verita’? O magari la pace. Non mi dica che e’ l’amore! Illusioni, signor Anderson, capricci della percezione, temporanei costrutti del debole intelletto umano, che cerca disperatamente di giustificare un’esistenza priva del minimo significato e scopo!”

Per cosa realmente viviamo? Per i figli? Per la carriera? Per il tuo conto in banca? Per il prestigio? Trovo che il passaggio piu’ interessante sia proprio quando dice: ammesso che ne abbia coscienza. Ho idea che tutto dipende proprio da questo e cioe’ da cio’ che noi chiamiamo “coscienza”, ma non capiamo ancora bene cosa sia. Realmente la nostra esistenza si riduce alla sopravvivenza? Questo come altre domande hanno iniziato a spingermi e muovermi verso una ricerca particolare, stimolato evidentemente dall’aver visto in pellicola, e mi sto riferendo a “matrix”, cose che sentivo, intuivo, ma che per il mondo altro non erano che follie. Iniziai di fatto tutta una ricerca per capire le fonti dei Wachowsky.

Inevitabilmente sulle prime questa ricerca e studio, e’ stata portata avanti come esigenza personale, ma nel tempo, proprio grazie alla sperimentazione diretta, fatta di pazienti ragionamenti e lampi di intuizione, ho iniziato a sentire l’esigenza di scoprire se ci erano altri che in qualche modo avevano cominciato a vedere le stesse cose. Iniziai cosi’ a tenere ciclicamente incontri pubblici a Milano, citta’ dove vivo, su varie tematiche, ma principalmente il mio interesse verteva e verte sull’antropologia, lo studio l’individuo e il suo sviluppo fisico, emotivo ed intellettuale, anche oltre le capacita’ che attualmente si crede di disporre.

Nel tempo gli incontri pubblici sono diventate vere e proprie lezioni frontali: imparavo mentre insegnavo; e’ cosi’ che nel tempo si e’ iniziato a sentire e produrre un certo particolare odore di “lavoro” di scuola. Negli ultimi dieci anni (parliamo dal 2005 ad oggi) ho tenuto settimanalmente svariati incontri pubblici (e gratuiti) di introduzione alle “idee” alle quali ero giungo attraverso lo studio, la frequentazione di persone e scuole a vario titolo e di varie tipologie (frequentazione che mi ha permesso di capire cosa prendere e cosa lasciare fuori), la meditazione e il ragionamento. Tutto quest’azione, attivita’ o Opera, nel tempo, e’ cresciuta realizzando di fatto una sorta di movimento di trasformazione i cui effetti li vedremo solo nel tempo e vivendo sempre piu’ da vicino il lavoro di di-istruzione che si sta producendo ed, anche in termini pratici, in quello che dal 2014 e’ stato chiamato il progetto Zion, mutuando evidentemente il termine dalla nota trilogia; nulla a che vedere con cose sioniste o con la vita nei kibbutz.

Progetto Zion | Un’inarrestabile Ricerca

Il Progetto Zion e’ la naturale conseguenza del lavoro di ricerca, studio e divulgazione appena descritto. Zion rappresenta, e’ un modello educativo nella direzione dello sviluppo di se’ e per la realizzazione di nuove comunita’, basate sull’autonomia e la sostenibilita’ innanzitutto dal punto di vista umano e della sua mentalita’ o civilizzazione. Si tratta di un intento che va oltre la politica, il sociale od altro, questo perche’ nel tipo di lavoro viene introdotto il concetto o fattore del “condizionamento” subito: quello che nessuno vede piu’, ma che gestisce, opera ed ordina le nostre vite. L’uomo non e’ quello che dovrebbe essere, il suo sviluppo e’ stato alterato sin dai primi anni d’infanzia per servire gli scopi della societa’ e civilta’ nella quale si sviluppa. Prima di poter parlare di sviluppo, quindi, ulteriore dell’individuo e’ necessario comprendere che l’uomo e’ stato alterato e che ha bisogno di un secondo tipo di educazione, ha bisogno di essere ri-educato, ha bisogno di vedere e capire da se stesso cosa e’ diventato e voler spontaneamente “cambiare”.

Come ogni progetto ci sono le proprie porte di accesso o ingresso. Per quanto concerne il progetto Zion queste porte sono proprio gli incontri pubblici e il lavoro di scuola che scaturisce da questi incontri. Queste porte sono assolutamente ineludibili dato che la condizioni necessaria per essere parte di un progetto simile e’ quella di aver cambiato mentalita’, di aver messo mano a cio’ che oggi uno e’ o crede di essere. Partecipare attivamente al progetto Zion significa partecipare attivamente a questi incontri. Queste porte sono gli incontri pubblici e il lavoro di scuola che scaturisce da questi incontri. La condizione necessaria per essere parte di un progetto simile e’ quella di aver cambiato mentalita’, di aver messo mano a cio’ che oggi uno e’ o crede di essere.

Questo significa inevitabilmente che ognuno deve compiere un qualche tipo di lavoro sul “me stesso”, un lavoro che lo porti a morire a quello che adesso e’ o crede di essere. Evidentemente sembrera’ un paradosso, dato che la parte che dovrebbe morire e’ proprio quella parte o forma o struttura mentale che cerca la sua realizzazione proprio attraverso questo progetto. Molti sono coloro che simpatizzano e cercano un qualche tipo di accesso (a volte anche privilegiato) a questo progetto, ma senza un azione pratica e radicale non potranno arrivare da nessuna parte almeno in merito al progetto Zion.

Zion e’ un ateneo, e’ scuola, e’ educazione, e’ “devi cambiare”, e’ “rinuncia a te stesso”. se non sei in grado di vedere come i tuoi meccanismi sono ancora cosi’ vivi nulla per te si puo’ fare. L’uomo e la donna moderni vivono come su un palcoscenico tutti i giorni cercando di conquistare consensi e considerazione con balletti oramai divenuti assurdi e cosi’ prevedibili da non incantare piu’ nessuno se non solo se stessi e qualche altro distratto avventore alla ricerca a sua volta di consenso.

Dipendere non e’ l’effetto di un contratto, non e’ legato al ruolo che ricopri, non e’ una questione economica. Dipendere e’ la conseguenza di un abbassamento della coscienza. […]. Dipendere e’ l’effetto di una mente resa schiava da timori immaginari, creati ad hoc per tenerti sotto controllo.

Quando si parla di autonomia la prima autonomia che deve essere prodotta e’ energetica vitale e personale, si deve diventare ermetici. Non c’e’ sostenibilita’ se non si diventa noi stessi per primi sostenibili (emotivamente, intellettualmente e fisicamente), ovvero meno sgradevoli di quanto normalmente si e’. Come ho detto svariate volte: “serve un lavoro di scuola e serve applicare un metodo e strumenti“. Chi partecipa agli incontri sta di fatto partecipando ad un lavoro di scuola, sta operando su se stesso un cambiamento o almeno cosi’ ci si auspica. Partecipare attivamente al progetto Zion significa partecipare attivamente agli incontri. Solo durante gli incontri si puo’ iniziare a capire questo progetto, perche’ per capirlo devi cambiare testa.

Solo secondariamente il progetto si interessa di autonomia e sicurezza alimentare, di metodi di coltivazione per la realizzazione di sistemi resilienti, di biologia ed embriologia, di senso biologico e di molto altro relativo al funzionamento psico-fisico dell’individuo, di tecnologie per realizzare la produzione di energia e di sistemi di autonomia energetica.

Progetto Zion | Organizzazione e Territorio

Attualmente il centro piu’ importante e sviluppato di lavoro su queste idee ed e’ evidentemente quello sul territorio di Milano dove opero maggiormente. Esistono pero’ anche gruppi che si stanno formando a seguito degli incontri svolti in questi anni in giro per l’Italia. Stanno nascendo ed organizzandosi in diverse regioni e citta’ in Italia centri e gruppi, nel tentativo di seguire e mettere in opera le “idee” ed il lavoro che sto portando avanti e fare a loro volta di-“istruzione”. E’ possibile provare a contattare questi gruppi, per avvicinarsi ad un “lavoro” di scuola ed al progetto stesso. Alla pagina Contattaci a livello locale, trovate gli indirizzi mail dei gruppi attivi.

In Conclusione

  1. Chi vuole provare a fare un lavoro di scuola, chi vuole studiare e provare a evolvere da una condizione che sente reale di schiavitu’ mentale ed emotiva cliccando al link di seguito puo’ trovate il calendario delle attivita’ di di-“istruzione” proposte per tentare di fare questo lavoro. Calendario che viene aggiornato di volta in volta a questo indirizzo – Calendario incontri.
  2. A livello locale e’ possibile provare a contattare i vari gruppi alla seguente pagina: Contattaci a livello locale.
  3. Se volete sostenere economicamente il progetto Centro Studi e Seminari partecipate al foundcrowding su buonacausa.org, piattaforma su cui fare una donazione: | Progetto Zion | Centro Studi e Seminari – dona adesso!!!

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